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    May 12

    Il Punto sulle squadre PVK

     
    Dopo il finale amaro della doppia e cocente sconfitta in semifinale Play Off della D maschile contro il Santeramo, di seguito il punto sulle squadre PVK impegnate nei rispettivi campionati:
     
    May 05

    Il miglior attacco?La Difesa!

     
    LA DIFESA
     
    La difesa è strettamente correlata al muro, al punto che molti allenatori considerano (e spesso allenano) l’insieme del muro e della difesa come un sistema unico.

    Il numero di tecniche utilizzabili in difesa è enorme: tuffi, rullate, capovolte, mani alte o basse, bagher, un braccio o due, pugni chiusi o mani aperte, si possono usare persino i piedi. Insomma, per difendere è permesso tutto o quasi. Ovviamente non si può allenare tutto, perciò ogni allenatore tenta di trasmettere ai propri atleti almeno tre o quattro tecniche che gli consentano però di difendere il maggior numero di attacchi possibile.

    In generale il bagher è il fondamentale principalmente utilizzato difesa. Lo si usa in particolare per opporsi agli attacchi che giungono vicino al proprio corpo e su tutti quei palloni in cui è possibile arrivare con uno spostamento delle gambe. Quando purtroppo la palla è troppo lontana per arrivarci con un semplice spostamento o una corsa, è necessario l’uso di tecniche più “acrobatiche”, che prevedono il contatto del busto col terreno. Nel settore maschile è maggiormente utilizzato il “tuffo”, che prevede l’appoggio o lo scivolamento del petto sul terreno, colpendo la palla con le mani unite in bagher o col dorso della mano. Nel settore femminile invece è più facile vedere l’uso della “rullata”, maggiormente adatta alla fisiologia delle donne, in cui l’appoggio a terra avviene sul dorso o sul fianco e solitamente la palla è colpita con la parte interna del braccio o della mano, aperta o chiusa a pugno.

    Però, pur essendo necessaria, una buona tecnica non rappresenta la caratteristica più rilevante della difesa. Molto più importante è la motivazione, la volitività nella fase difensiva. S’incontrano molti atleti dotati tecnicamente che hanno un’efficienza difensiva inferiore rispetto ad atleti meno tecnici ma più “aggressivi”. La disposizione mentale alla difesa, la volontà di non rinunciare a priori a recuperare un pallone, per quanto difficile esso sia, è uno degli aspetti più difficili e lunghi da imparare per un giocatore, ma senza di essa è impossibile diventare un difensore di alto livello.

    Un'altra caratteristica fondamentale di un buon difensore è la “capacità di anticipazione”, cioè la capacità di studiare l’attacco avversario ed i movimenti dell’attaccante al fine di anticipare il piazzamento della difesa. Un famoso allenatore delle Juniores Nazionali definiva quest’aspetto “velocità di pensiero”;. In effetti il tempo che passa tra il colpo dell’attaccante e l’intervento difensivo è di qualche decimo di secondo, perciò è necessario che il difensore “pensi” rapidamente, in base a ciò che avviene dall’altra parte della rete, a come reagire preparandosi all’attacco più probabile.

    Oltre al suo scopo principale, cioè il non far cadere il pallone dalla nostra parte della rete, la difesa si propone anche l’obiettivo secondario di consentire alla propria squadra di contrattaccare con la massima efficacia possibile. La prima regola per ottenere questo risultato è cercare di indirizzare la palla, dopo la difesa, verso l’alto e in una zona del campo in cui il nostro palleggiatore può intervenire comodamente, mantenendo il maggior numero di opzioni d’alzata. La bravura di un difensore non consiste quindi solo nell’impedire all’avversario di fare il punto, ma anche di indirizzare il pallone in modo da permettere un valido contrattacco.

    Pur essendo molto legata alle capacità individuali degli atleti, non bisogna però dimenticare che la difesa è un fondamentale di squadra, in cui i giocatori si suddividono il campo in varie zone d’intervento secondo le disposizioni dell’allenatore e le situazioni di gioco, collaborando tra loro e supportandosi quando si verificano delle situazioni impreviste. L’unione di una corretta tattica di squadra e di valide capacità individuali, con il supporto di un buon sistema di muro, consente di creare non poche difficoltà anche ai più forti attaccanti avversari.